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LO SPIRITO DI UN’EPOCA

 

La figura di Girobatòl Semeghini rappresenta ancora oggi un problema aperto per i biografi e gli storici del XIX e XX secolo: da una parte i giornali, le ballate popolari e le taglie che riguardano questo combattente forniscono una documentazione ricca e in molti casi affidabile; d’altra parte gli avvistamenti di questo personaggio si dipanano praticamente in ogni zona del mondo dove si sia sviluppato un movimento di rivolta o di brigantaggio tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento, e riguardano generalmente fatti poco credibili o, più spesso, decisamente fantasiosi.

Non si può dunque ancora chiudere il dibattito sulla storicità o meno della figura di Girobatòl, ma essa resta un piccolo fenomeno storico e culturale estremamente interessante ed attuale per la sua trasversalità nei confronti di diverse ideologie e per l’unicità del suo sviluppo, di livello sostanzialmente mondiale. Tentiamo quindi di delineare in maniera sintetica e realistica una vita di questo eroe brigante, tralasciando alcune notizie, qualora sia appurata la loro infondatezza, e riportandone altre, quando, seppure discordanti o poco plausibili, contribuiscono a delineare il multiforme profilo di questo personaggio.

se, ciao!

Il suo nome completo dovrebbe essere, con discreta probabilità, Girobatòl dos Santos Schrödinger Semeghini, nome che, seppur ricostruito in base a dati incerti[1], dà un’idea dell’origine ibrida e del cosmopolitismo che caratterizza la vita di Girobatòl. Fu figlio della principessa di un villaggio dell’entroterra malese, Umi Ah Pei, che, rimasta incinta di un nostromo tedesco, Frankobert Schrödinger, sarebbe fuggita con lui imbarcandosi alla volta dell’Australia prima, e del Brasile poi. Questo viaggio nella tradizione è costellato da eventi soprannaturali che preannunciano la sua vita futura, come i miracoli nel naufragio di Capo Horn[2], tradizione che come vedremo è da ricollegare ai movimenti messianici del Nord-Est del Brasile.

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I possibili genitori di Girobatòl

A questo punto troviamo alcuni dei pochi dati certi su Girobatòl: la famiglia infatti, arrivata a Bahia, prese il nome di dos Santos, ma purtroppo non ci è pervenuto né l’anno preciso dell’arrivo a Bahia, né l’anno del battesimo del primogenito, eventi da ascrivere comunque probabilmente all’ultimo quarto dell’Ottocento. Girobatòl avrebbe in gioventù lavorato come garzone nella bottega di un fabbro a Salvador de Bahia, per poi spostarsi qualche anno dopo verso la regione del Sertão. Qui, a cavallo tra XIX e XX secolo si sviluppò un importante movimento messianico, incentrato soprattutto intorno al villaggio di Canudos, centro propulsore del brigantaggio della zona, da cui ebbe origine il fenomeno del Cangaço, quello cioè dei briganti che nella prima metà del  XX secolo hanno combattuto lo stato centrale ed il sistema del denaro nel Sertão[3].

La figura di Girobatòl è sempre presente quando si parla dei cangaçeiros, talvolta all’origine del fenomeno, talvolta al suo tramonto, all’epoca cioè della banda di cangaçeiros di Virgulino Ferreira, detto Lampião. Ovviamente il divario temporale è troppo grande perché Girobatòl possa avere a che fare sia con i ribelli di Canudos che con Lampião, ma la matassa non si districa facilmente. Pare comunque probabile che Lampião avessse un sosia di nome dos Santos, utile ai cangaçeiros soprattutto per depistare le indagini delle autorità. Dando credito a questa teoria, una delle fotografie dell’epoca che ritrae Virgulino Ferreira con i suoi celebri occhiali, sarebbe in realtà l’unico vero ritratto di Girobatòl Semeghini.

Qui si vede Girobatòl
Forse l’unico ritratto esistente di Girobatòl. La ragazza è la leggendaria Maria Bonita.

Questi sono gli eventi maggiormente inquadrabili in un discorso storico, ma le sue apparizioni pullulano praticamente ovunque: decisamente poco credibile è la sua partecipazione alla guerra dei Farrapos, quando non poteva ancora trovarsi in Brasile; altrettanto infondata è la sua presenza ai moti europei del 1848 e, più tardi, al fenomeno del brigantaggio italiano in Lucania. Non priva di sostegni storici sembra invece la sua partecipazione alle guerre d’indipendenza americane[4], seppur in contrasto con la cronologia più diffusa, ed anche se non è chiaro in quale schieramento militasse. Ancor più probabile è la sua vicinanza agli ambienti della guerriglia di Pancho Villa, tra il 1910 e il 1911.

Decisamente poco storici sono anche tutte le azioni di protesta, di rapina o di guerriglia a lui attribuite in seguito, in tutto il mondo: la leggenda lo vuole al fianco di Pietro Savorgnan di Brazzà in Congo, ma si dice anche che ebbe un ruolo rilevante in molte delle rivoluzioni caraibiche, compresa quella cubana, e che partecipò persino alla resistenza spagnola e alla rivoluzione ungherese del 1956. Decisamente spurie, ma significative, sono poi le sue apparizioni a Belfast negli anni ’80, nelle proteste di piazza Tienanmen, alla caduta del muro di Berlino ed infine in Tunisia durante la Rivoluzione dei gelsomini.

hohoho!
Il nome di Girobatò ricorre spesso sui muri di luoghi abbandonati

Seppure controversa, la figura di questo eroe romantico ed errabondo ricompare in un modo o nell’altro in tutte le documentazioni e le tradizioni orali che trattano di ribellioni dei più deboli contro le ingiustizie subite tra Ottocento e Novecento, non soltanto in America latina, ma sorprendentemente anche nel resto del mondo. Il segreto che si cela dietro a questo ribelle instancabile sembra ricollegarsi direttamente alla genuina ricerca della libertà che è propria di tutti gli individui e di tutti i popoli, anche se egli non fu mai, forse, niente più che un fantasma.

 

 

 

 

 

 

[1]G. LAPIERRE, Profeti e fuorilegge nel Sertão, Firenze, Gratis, 2006, pp. 98-121.

[2]M. SETTIS, Vite parallele, Roma, Gaspari, 2005, p. 49.

[3]Y. DELHOYSIE, G. LAPIERRE, Parigi, Os Cangaceiros, 1987.

[4]B. HAWKINS, Born of a Nation, Boston, Swank, 1969, pp.201-02.

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