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Questo non è un fumetto autoprodotto, ma autogestito… qual’è la differenza? Che abbiamo un editore talmente folle da sostenerci. E che per questo noi gli vogliamo tanto bene…

Sul perché della necessità di questo progetto ho scritto molto e altrove e quindi rimando al nostro sito www.fumetticrudi.it Qui vorrei concentrarmi su questo volume, che porta lo stesso nome.

Le storie che leggerete non hanno un filo conduttore, non appartengono nemmeno allo stesso genere (se non quello vago e sottile dell’umorismo e dell’ironia, per non dire del surrealismo). L’unico elemento veramente comune è che nessuno di questi fumetti ha subìto un lavoro di editing o di rifinitura. Sono stati partoriti così come li vedete, dai loro autori, con risultati che direttamente i lettori (se ci saranno) giudicheranno.

Nessuno di noi fa fumetti (o fa più) come professionista. Alcuni lavorano in ambiti molto attigui o fanno i fumettisti come secondo lavoro, ma nessuno può dire di vivere del fumetto. Tutti noi abbiamo quindi sentito il bisogno di liberarci delle nostre energie accumulate negli anni e dire: ma se nessuno ci paga, perché dobbiamo fare qualcosa che nemmeno ci piace? E allora riesumando lo spirito delle vecchie care fanzine (che noi divoravamo anche più dei fumetti in edicola) eccoci qui a proporre “fumetti crudi” e senza condimenti, solo per il piacere (e l’appetito) di farli.

Se qualcuno, come noi, ha fame di fumetto, buon appetito.

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