RECENSIONE: “La migliore”, di Fabio Valentini

A volte è l’esperienza a farti fare scoperte interessanti, mentre altre volte è il caso. E in questa occasione proprio il caso ha voluto che finissi nel blog personale di Fabio Valentini, sceneggiatore e disegnatore.

Lì ho trovato un fumetto interessante, cioè Zucco, racconto ironico e apparentemente semplice di un “marpione” costantemente a caccia di ragazze, ossessivo e ossessionato ma assolutamente NON appagato né ricambiato da nessuna; ma l’opera che ha attirato maggiormente la mia attenzione per la sua assoluta bellezza è stata “La migliore”, storia di una ragazza non particolarmente bella, non particolarmente socievole, non particolarmente “trendy”, che una sera decide di fare uno strappo alla regola e andare in discoteca con un paio di amiche belle, snelle, tatuate e disinibite (o almeno una delle due, che lo è particolarmente). Ovviamente, la serata prende subito la piega che chiunque di voi potrebbe aspettarsi, cioè una non particolarmente piacevole. Ed è solo l’inizio.

La migliore” è un fumetto momentaneamente abbandonato dal suo autore e dunque incompleto, in bianco e nero, senza gag comiche, senza “effetti speciali” grafici o narrativi, privo di campi lunghi o mega paesaggi ma con una gabbia a 7 o 9 vignette, e che non sfoggia eroi e mitiche avventure ma narra una semplice storia di disagio con ambientazione italiana. Eppure ha una coerenza, uno stile grafico e narrativo, una composizione della pagina, dei dialoghi e dei contenuti tali da renderlo un prodotto di valore, in bilico tra Andrea Pazienza e Los Bros Hernandez, e che mi ha subito colpito per acutezza, personalità e maturità.

La migliore” sfoggia personaggi azzeccati e davvero realistici, calati in un contesto e in un vissuto altrettanto plausibili, e resi ancora migliori dal fatto di essere scenari italiani (quindi non l’ennesima, imprecisa, città qualsiasi di una stereotipata America random). Le personalità dei protagonisti sono subito chiare, così come le premesse che stanno alla base della storia (senza prologhi prolissi che accumulano infiniti misteri per non svelarne nessuno). Le persone che vi compaiono sono descritte tramite dialoghi altrettanto realistici, privi di sbavature, buon mix tra stile colloquiale e “narrativo”; e un altro punto di forza è sicuramente lo stile un po’ underground,  che a un’occhiata molto superficiale si potrebbe definire “niente di speciale”, ma che invece riesce a convincere fin dalla prima pagina grazie a dei neri netti, a una composizione bella proprio nel suo essere “sgraziata”, una grande padronanza dello stile e a vignette dai contorni spezzettati, incastrate l’una nell’altra come tessere di un mosaico.

Insomma, “La migliore” è un fumetto che forse non potrà piacere al “grande pubblico”, o a quello meno esperto del linguaggio dei fumetti, ma che mi ha sinceramente colpito e che mi sembra un valido esempio di come sia possibile fare buona narrativa realistica in modo maturo e personale. Non posso che consigliarne la lettura a tutti gli aspiranti autori (soprattutto se siete interessati a narrare storie come queste, da “La migliore” c’è davvero molto da imparare) e a tutti quelli che sono su Webcomics.it per trovare belle storie.

Complimenti a Fabio Valentini. La mia speranza è che il suo fumetto trovi una conclusione e una pubblicazione, perché credo che lo meriti in pieno.

Potete leggere “La migliore” andando nel blog personale dell’autore, e cioè QUI.

Cristiano Fighera, aka Le110Pillole

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