RECENSIONE: “Gnappa e Momo”, di Betty Pell

Quante strisce o fumetti esistono con protagonisti gli animali? Tante, forse troppe. Da un lato è sicuramente una cosa positiva, perché significa che è un argomento solido, familiare e piacevole per i lettori, un archetipo sul quale si può sempre dire qualcosa di nuovo (o ridire qualcosa di vecchio con buoni risultati e con la speranza di essere apprezzati); ma dal lato opposto il rischio per il fumettista è quello di scrivere cose già viste e riviste, risultando scontato, banale, derivativo e noioso. Diventare insomma la pallida imitazione di qualcun altro.

Come si può evitare questo problema? Semplice (per modo di dire, perché nell’Arte di semplice non c’è niente): cercando di essere personali ed efficaci, rinunciando all’idea di essere originali a tutti i costi e tentando di sfruttare al meglio il materiale scelto.

Gnappa e Momo, nella sua semplicità e piacevolezza, ci riesce in pieno: non è una serie che sconvolgerà il mondo, non sarà un capolavoro epocale, ma riesce a fare il suo lavoro con professionalità, brio e soprattutto sincera e mai forzata comicità. Tutto questo grazie a storie semplici ma di valore, sostenute da gag valide, da umorismo non “da caserma” bensì MOLTO elegante, da una comicità che non si concentra solo sulla singola “battutona” ma sulla totalità degli eventi, e infine da due personaggi ben codificati e con una loro personalità: Gnappa e Momo, appunto; due cani che si ritrovano compagni d’appartamento per volontà della loro giovane padrona.

Gnappa è una signora cagnolina borghese, abituata alla bella vita e agli usi e costumi dei cani d’appartamento. Ha modi eleganti, uno sguardo disincantato sul mondo, è fredda e umorale allo stesso tempo (come si vede nella mia strip preferita, dedicata all’autunno, ottima davvero, azzeccata nei tempi e nella grafica e nello stile… e che potete leggere QUI), ha un umorismo quasi cinico, all’occorrenza è perfida, nonché poco contenta di avere un intruso in casa col quale dover condividere i suoi lussi. Mentre Momo è il nuovo arrivato, giovane cucciolotto appassionato e intraprendente (ma a volte un po’ ingenuo), capace di incantarsi davanti a molte cose (come tutti i giovinetti) e spesso vittima delle prese in giro di Gnappa, che a seconda dei suoi umori assume arie e comportamenti da padrona di casa,  a volte accettando il nuovo arrivato come compagno d’avventura, altre volte facendogli da insegnante dall’alto della sua “esperienza”, e altre volte rendendolo vittima delle sue gelosie.

Ecco: le personalità dei cani (molto ben strutturate) e i rapporti tra di essi sono già da sole un motore sufficiente per far procedere l’azione e creare spunti validi. E’ un’ottima cosa, perchè due eroi ben definiti riescono a tenere in piedi un racconto da soli. Ma se a questo aggiungiamo – come ho già detto – delle storie monopagina ben narrate, misurate nell’umorismo, sagaci, spesso divertenti, e disegnate con un’efficacissima gabbia a 12 vignette che sfrutta al meglio la pagina, con uno stile linea chiara molto piacevole e sorretto da bei colori a tinte piatte (gradevolissimi e utile aggiunta all’opera!), ciò che ne deriva è una ricetta che funziona fin da subito, un fumetto che si fa leggere con piacere.

Gnappa e Momo è la precisa dimostrazione che se si ha uno stile solido e ben definito, coerenza, idee chiare e capacità di esprimerle al meglio, non occorre cercare chissà quali trame o invenzioni astruse: per convincere i propri lettori bastano due cagnolini e il mondo che li circonda.

Gnappa e Momo, striscia che consiglio a tutti gli appassionati di fumetti intelligenti & umoristici, e/o con animali, si può leggere andando QUI.

Cristiano Fighera, aka Le110Pillole

2 responses to “RECENSIONE: “Gnappa e Momo”, di Betty Pell

    1. Io aggiungerei che da questa serie c’è anche da imparare, se si è aspiranti autori. In un’epoca nella quale si cerca fin troppo l’immediatezza e l’imperfezione vedere delle pagine curate, meditate ed eleganti è davvero bello e utile.

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