RECENSIONE: “A Train to Hell”, di Francesco Ferrigno

Seguo Francesco Ferrigno da qualche mese, e sono contento di recensirlo ora su Webcomics.it. Questo per un motivo molto semplice: nell’arco di tempo relativamente breve nel quale ho iniziato a leggere i suoi fumetti gli ho visto fare numerosi passi avanti sia come scrittore che come disegnatore.
Gli indizi di bravura, a dire il vero, c’erano tutti fin da principio; anche nel suo lavoro precedente, Raven’s Revenge, di certo molto acerbo. Ma è con questo A Train to Hell – seppure non ancora perfetto – che Ferrigno sta iniziando a fare davvero sul serio. E i passi avanti di un giovane artista vanno sempre sottolineati: sia per lui che per gli altri come lui, che devono sempre ricordare che è proprio dall’impegno e dal costante esercizio che si possono raggiungere obiettivi importanti.

Questo vuol dire che tutti, automaticamente, sono destinati al talento e al successo? Ahimé, ovviamente no. Ma riuscire a portare avanti una propria opera, magari fino alla sua fine naturale, migliorandosi lungo il cammino e acquisendo una maggiore consapevolezza, è già una vittoria di per sé. Troppo spesso infatti si confonde la bravura di un artista con il numero di fan che ha, ma le due cose non devono necessariamente coincidere. Quanti maestri sono poco conosciuti ma non hanno nulla da invidiare – anzi a volte hanno qualcosa da insegnare – ad artisti ben più famosi? Tanti. Forse troppi.

Ma veniamo a Train to Hell, fumetto dalle forti influenze giapponesi (nel segno) e americane (nella storia). La trama, classicissima nell’impianto, parla di un cowboy che – ucciso a tradimento – si ritrova all’inferno, e in virtù di un patto stretto con un demone ritorna sulla Terra con grandi poteri e il compito di uccidere il suo assassino, scambiando con lui il posto nell’aldilà. Ma come sempre accade il patto è tutto fuorché chiaro, e il nostro (anti)eroe, una sorta di Spawn del vecchio West, avrà solo 7 giorni per riuscire a salvarsi la vita o morire di nuovo, cercando nel frattempo di capire se sta facendo o no la cosa giusta.

I punti di forza di questo fumetto sono subito intuibili a chi si trovasse a leggerlo: i dialoghi sono semplici e accurati, le pagine immediatamente chiare e comprensibili, lo stile efficace e in alcuni punti molto d’effetto. Ci sono, l’ho detto in precedenza, elementi da migliorare: il segno è a tratti imperfetto (ma è già cresciuto molto e scuramente lo farà anche in futuro!) e la storia è fin troppo debitrice da quella di Todd McFarlane (ma nulla vieta all’autore di allontanarsi dalle proprie premesse nei capitoli successivi una via personale nello sviluppo della trama!). Eppure, se considerati da un punto di vista di “maturazione” di un giovane artista, tali difetti diventano immediatamente trascurabili: sono semplicemente i segni di un percorso di crescita del quale stiamo vedendo solamente la prima parte, e che speriamo sia il più ricco e personale possibile.

A Train to Hell è comunque un fumetto godibile e divertente, con dei personaggi costantemente in bilico tra bene e male e con delle scene  che “registicamente parlando” denotano padronanza del mezzo. Il suo autore sta lavorando molto, e i risultati si vedono. Continuando di questo passo credo che in futuro saprà farsi valere, per cui non posso che consigliare a tutti di leggere la sua opera sul suo blog personale, cioè QUI, e di tenersi aggiornati sui suoi futuri lavori.
L’ho detto e lo ripeto: quale che sia il risultato, l’impegno di un autore va premiato sempre. E quest’oggi il premio se lo aggiudica A Train to Hell.

Cristiano Fighera, aka Le110Pillole

6 responses to “RECENSIONE: “A Train to Hell”, di Francesco Ferrigno

  1. A train to hell l’ho conosciuto su fb e devo dire che sono davvero felice di leggere una recensione! Buon proseguimento, non vedo l’ora di vedere i prossimi capitoli <3

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