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Intervista a Vincenzo Spagnol autore del libro

“Il Risveglio della Mummia”

Pubblicato dalla Casa editrice Aletti Editore


1. Bene! Cominciamo subito con la prima domanda e andiamo al nocciolo della questione: Chi sei?

Mi chiamo Vincenzo Spagnol, vivo a Nola, scrivo per passione non solo romanzi, ma anche fumetti e in più mi dedico alla musica, componendo canzoni. Naturalmente faccio queste cose nel tempo libero perché nella vita lavoro. Diciamo che questi hobby rappresentano il mio passaporto per il Regno della Fantasia dove ritrovo il bambino che, in fondo, è sempre dentro tutti noi.

2. Il tuo libro richiama un genere che sembra andare sempre per la maggiore. La data di pubblicazione è Aprile 2010, appena pubblicato dunque. Ci fai un sunto della storia?

Volentieri. La storia ruota intorno ad un segreto custodito nelle righe o, per meglio dire, nei geroglifici di un papiro, risalente all’antico Egitto, un papiro di cui si parla in continuazione ma che nessuno ha mai visto o toccato con mano. Da quel poco che si sa, sembra che contenga un rituale  capace di risvegliare una Mummia, che qualcuno si è preso la briga di seppellire in una cappella nel cimitero di Nola. Tre ragazzi, venuti a conoscenza dell’esistenza del papiro, si mettono alla sua ricerca: sono i Sound, ovvero Tito Giovanni e Alessandro, fondatori di un gruppo musicale. I tre si improvvisano investigatori, e finiscono per approdare ai ruderi di una vecchia casa di campagna di Cinquevie, nella quale cammina indisturbata la Mummia, o che trascorrono la notte nel cimitero di Nola dove finiranno per essere seppelliti vivi nella tomba eretta da un fantomatico Egiziano, con tanto di sfingi all’entrata e un sarcofago all’interno. Questa la storia. La novità che si riscontra nel libro, secondo me, è l’ambientazione del romanzo, che in qualche modo valorizza il paese in cui vivo e quelli limitrofi, ricchi di reperti archeologici di grande valore che offrono sempre nuovi spunti alla fantasia, e poi c’è dentro il grande amore per l’avventura che si può riassumere così: non importa dove ti trovi o quanti anni hai, se sei ancora bambino nel cuore, puoi trovare la tua isola che non c’è ovunque ti giri o dovunque posi gli occhi. E’ un po’ la filosofia dei grandi autori della fantasy: quando metti i piedi fuori casa e imbocchi uno dei tanti sentieri che si dipartono dal tuo giardino o dalla soglia della tua dimora non sai mai cosa ti aspetta oltre, andando avanti. La vita stessa è un’avventura.

3. Il Risveglio della Mummia. Per chi non ti conosce viene comunque da pensare che nel libro vi sia più di un riferimento biografico. Che cosa c’è in effetti dell’autore nelle pagine?

Un po’ tutto, o almeno tanti riferimenti che sarebbe impossibile elencare qui ad uno ad uno. Non a caso i protagonisti sono dei musicisti, come il sottoscritto, e l’abitazione in cui vivono i fratelli Ventura, Tito e Alessandro, abbia molte attinenze con la casa dove ho vissuto la mia infanzia e la mia giovinezza. Inoltre i sogni, le aspirazioni, i valori morali rispecchiano quello che poi sono i miei. La verità è che in nei libri tutti gli scrittori tendono a mettere qualcosa di se stessi, ed è un fatto naturale. Non si contano i libri in cui i protagonisti di Stephen King fanno come mestiere lo scrittore. Non c’è nulla di singolare in questo. Aggiungi poi che io stesso ho realizzato la copertina, e avrai un’idea di quanto c’è di me nel libro!

4. Sulla quarta di copertina è riportato che sei il leader di un gruppo musicale, i Taigart Square, per il quale hai scritto diverse canzoni e con il quale hai suonato a Roma. Se qualcuno fosse interessato, dove potrebbe ascoltare qualche tuo pezzo?

Attualmente esiste un sito in internet, su Myspace a mio nome. Lì ci sono i pezzi scritti per il gruppo e cantati da mio cugino Enrico. Ma anche foto e notizie. Il fatto singolare è che il gruppo è costituito da quattro persone, tutti cugini. Enrico e Joshua B., fratelli e Otis ed io, pure fratelli. Cugini tra di noi. La differenza è che mentre io riduco tutto ad un hobby, loro della musica ne hanno fatto  una professione e ci vivono.

5. Quali sono i modelli letterari a cui ti ispiri?

Io sono per la teoria che niente va buttato o sottovalutato e che non esista una letteratura di serie B. Certo, esistono le cose scadenti, o le meno buone, come esistono i capolavori, ma il metro di valutazione rimane sempre se stessi e ciò che veramente piace. Quello che ci dà emozioni alla fine conta veramente. Io non mi sono mai soffermato su uno scrittore specifico, però posso dire che la prima influenza sono stati i fumetti. Quelli classici, per intenderci. Hanno rappresentato il mio trampolino di lancio verso la scoperta dei libri, anche qui dai classici a quelli più leggeri. Mi piace spaziare un po’ dappertutto senza pormi limiti. Credo che questo sia importante per crescere sempre e comunque.

6. Tornando al libro Il Risveglio della Mummia, cosa ti senti di consigliare a chi volesse cimentarsi nel settore?

Chi davvero arriva al punto di scrivere un romanzo lo fa sempre per passione. Trovare una casa editrice disposta a pubblicare può essere difficile, ma il mio consiglio è di farvi leggere da qualcuno, magari da amici che abbiano questo hobby, anche per un consiglio. Si possono scoprire molti difetti e pregi in questo modo e sentire critiche che aprono la mente su questo o quel punto della storia o di cosa si potrebbe trarre ancora di buono da quel che si è scritto. Insomma, il confronto è essenziale per migliorare.

7. Se dovessi in poche parole convincere una platea di lettori potenziali a leggere il tuo libro che cosa diresti?

Il mezzo più semplice è minacciare i lettori con una pistola o un’arma contundente, ma poiché si può avere la sfortuna di trovare dall’altra parte qualcuno che conosce a meraviglia le arti marziali, userei un sistema più pacifico evidenziando quel che di buono si ritrova nelle pagine: l’amore per l’avventura, lo spirito di squadra, la paura dell’ignoto e quel sano pizzico di coraggio che ci permette di affrontarla ogni giorno in un modo che spesso stupisce prima di tutto noi, il desiderio di ritrovare il bambino che cova sotto le ceneri, la nostalgia del passato e quel vago senso di mistero e incertezza che permea il romanzo dall’inizio alla fine. In maniera pragmatica, infine, evidenzierei, il basso costo del libro. Ogni storia racchiude in sé una Magia. Spero che la mia vi piaccia e ringrazio per l’occasione di avermi dato la possibilità di parlarne. Se siete interessati a sapere qualcosa di più sul libro e sul suo autore, sul mio sito su Fb troverete una breve presentazione a fumetti e qualche altra pubblicazione. Inoltre, il libro è pubblicizzato dalla Aletti editore su due siti: www.paroleinfuga.it e www.alettieditore.it. Grazie di cuore a tutti.