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Capitolo 6: Sleep With One Eye Open

ISOLA DEI CICLOPI: Il gruppo si addentra cauto nella vegetazione dell’isola, lasciandosi il mare alle spalle. Atalanta segue Achille e S., dopo qualche frecciatina fra Achille e l’amazzone, quest’ultima  rivela qualcosa in più sul suo passato selvaggio e S. silenzioso la guarda, provando invidia per quella vita, priva di condizionamenti. Il gruppo sente in lontananza il belare delle pecore al pascolo, seguendone il verso raggiunge il gregge. Il loro bottino è li davanti a loro, senza pensarci 2 volte gli atleti si gettano sugli animali intenti a condurli alla nave, S. però è dubbioso e anche Atalanta frenata da un sesto senso non interviene. A un passo dall’obiettivo la squadra viene catturata da una trappola posta li da qualcuno. Passi pesanti scuotono la terra, ad ampie falcate si avvicina un gigante nerboruto dalla pelle grigiastra e coperto di tatuaggi, ha un unico occhio bendato e brandisce una strana clava. Si presenta come Polifemo, schernisce quegli stolti umani, che goffamente sono caduti nella sua trappola, si accinge a rapirli ma si interrompe quando percepisce nell’aria uno strano odore. Lo riconosce, è lo stesso odore di quell’uomo che diversi anni prima lo aveva privato della vista, si volta di scatto verso Sisifo e lo minaccia che sfogherà su di lui il suo astio per l’antico rivale, divorandone prima i compagni e lasciando lui per ultimo. A nulla contano le resistenze degli atleti, S., compagni e il gregge vengono condotti nella grotta del ciclope e rinchiusi li da un enorme masso. S. si interroga coi compagni sul come il gigante riesca a muoversi così precisamente nello spazio avendo perduto la vista. Non riescono a spiegarselo ma Atalanta, grazie al suo finissimo udito percepisce una sorta di strani fischi da quando Polifemo è apparso. Il Ciclope è rozzo e sgraziato, con irruenza spinge i prigionieri contro la parete ma poco dopo, mostra una sorprendete delicatezza nel trattare il proprio gregge, li accarezza, li copre di dolci parole e sapientemente ne munge il seno per ricavarne il latte. La grotta è umida e inospitale, affollata da bovini, attrezzi, formaggi e mastelli di latte, un fetore sudicio impregna l’aria e la squadra sgomenta si sente in trappola. Il gigante grugnisce contro quei piccoli sconci ladri, ne afferra un paio e in un attimo li divora sotto gli occhi terrorizzati dei compagni. Giunge la notte, il ciclope crolla nel sonno e la squadra si confronta sul da farsi, alcuni propongono un attacco nel sonno. S. non è d’accordo, una mossa suicida dice, il ciclope è cieco ma qualcosa migliore della vista gli regala una più fine visione. Alcuni decidono di tentare ma come gli era stato predetto vengono spazzati via da un improvviso gesto del gigante.
Al mattino Polifemo si sveglia, fa uscire il suo gregge e richiude la squadra nella grotta, non prima di aver agguantato e divorato un altro paio di compagni. C’è tempo per pensare a un piano ma non hanno idee, Atalanta nota però che da quando il gigante è uscito, gli strani fischi sono spariti. Sisifo ha un’illuminazione, il ciclope si orienta grazie a un complicato sistema di localizzazione sonoro, simile a quello dei pipistrelli, quel fischio è da lui stesso emesso ad una frequenza troppo alta per l’orecchio umano e lo usa per sentirne l’eco e valutare distanza e composizione degli oggetti. Al ritorno di Polifemo la squadra è pronta, come suggerito da S. ognuno comincia a urlare con tutto il fiato che ha, il sovrapporsi di tutte quelle voci crea un tremendo frastuono, le pecore spaventate cominciano a belare, correndo in ogni direzione. Il ciclope è disorientato, si muove a casaccio e grida: Come avete fatto a scoprire il mio segreto? Il dono che il padre Poseidone gli aveva fatto dopo la perdita della vista è annientato. La squadra lo attacca da ogni direzione urlando fragorosamente, Achille con un grido più simile al ruggito di un leone si avventa sul ciclope come fosse la sua preda, con le spade gli squarcia il collo e continua su tutto il corpo fino a farlo cadere esanime a terra. Non resta che recuperare il gregge e fuggire dall’isola prima che gli altri ciclopi si accorgano dell’accaduto. Dall’alto Poseidone piange la morte del figlio, ma sono necessari sacrifici per il proseguimento della sua squadra nei giochi.

 

Personaggio della settimana Polifemo. L’idea era di trasmettere l’idea di un personaggio rozzo e primitivo, ma con una legame particolare verso la natura. Qui sotto invece una riproposozione del dio dei mari che solca le onde trainata da quattro vacalli marini.

Spero vi piacci, a presto…

 

 

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