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Capitolo 7: If you could see into my soul

OLIMPO: Gli olimpici sono riuniti a discutere dell’andamento dei giochi, si delineano meglio i loro ruoli, tutto sembra andare secondo i piani, le 3 squadre sono i perfetto equilibrio. Zeus indaga sul fratello Ade, ormai assente dall’olimpo da lungo tempo, Persefone, regina degli inferi e sua sposa lo giustifica adducendo alla sua importanza giù nell’aldilà. Efesto, il dio fabbro, interviene sostenendo la propria squadra: “non abbiamo bisogno del dio dei morti per vincere i giochi”, viene però zittito da Ares che lo canzona e ricorda che ormai da diverse edizioni è sempre la squadra di suo padre Zeus a prevalere. Efesto freme di rabbia contro il dio della guerra, sua moglie Afrodite lo calma, lasciando però intravedere uno sguardo d’intesa con Ares. Le dinamiche interne degli dei paiono piene di misteri e ostilità, tutto a delinearne una quadro disunito e in equilibrio precario.

VILLAGGIO OLIMPICO: Odisseo si congratula coi superstiti e li incoraggia  a proseguire. Sisifo come ormai solito si ferma oltre a parlare col mentore. Seguono i festeggiamenti, gli atleti rimasti, ormai pochi, allontanano la fatica fra calici di buon vino e pietanze allettanti, coccolati da ancelle piene d’attenzioni. Tutti tranne Orfeo che rimane in disparte, disinteressato e con lo sguardo altrove.
Prima di coricarsi S. si reca nel luogo dove qualche sera prima aveva incontrato la dea Atena, è nervoso, si sente stupido ma vorrebbe rincontrarla, inaspettatamente ella si manifesta, i due cominciano a conversare. Fra dea e il mortale c’è intesa, lei rimane colpita dai suoi racconti, un ragazzo tormentato, senza doti sovraumane ma che intimamente ambisce a qualcosa di speciale. Lui è affascinato dall’aspetto divino di lei, ma ancor più dalla sua gentilezza d’animo che raramente caratterizza gli altri suoi pari, superbi e presuntuosi. La notte passa piacevolmente e lascia il posto a un altro giorno di avventure.

Siamo a metà della vicenda e fra non molto cominceremo ad entrare nel vivo dell’azione. Per questa settimana i personaggi che presento sono Efesto il dio fabbro e Persefone la regina del mondo degli inferi.

Appartengono alla stessa fazione, quella del dio Ade, la più oscura e custode di un segreto. Se il primo è un personaggio semplice, storpio dalla nascita e per questo e ripudiato dai genitori, che ha sfruttato il suo genio manule come fabbro, per riacquisire un posto di diritto fra gli olimpici. Persefone è una delle figure più complessa e sfaccettata della mitologia. Divenuta regina degli inferi contro la sua volontà, si è calata sempre più nel ruolo, tanto da risultare persino più severa del marito. Il mio obiettivo era qui di raffigurarla in una situazione più ambigua, ma presto pubblicherò un secondo disegno dove viene  mostrato  il suo ruolo di autorevole regina dei morti.

A presto.

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