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Gotho Namite XXI

 

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10 responses to “Gotho Namite XXI

  1. Ad ogni nuova tavola mi convinco ancor di più che questa sia la scuola adatta a Namite, la folle sui ceci andrebbe abbattuta come le pecorelle ammaestrate dalla suora, logicamente anche lei va abbattuta, ma per ultima.

      1. purtroppo non posso darti torto. Spesso accade che nelle scuole si vive di verità invece di discussione e scoperta. Le scuole dovrebbero servire a evolvere la psiche dell’allievo, non a “modellarle”.

        1. ahhhahahhahahahahah …..
          ah non era una battuta ? sorry …..

          ho mandato a cagare scuola e insegnanti 30 anni fa proprio per questi motivi,
          ora che a scuola ci vanno i miei figli (uno alle superiori peraltro) scopro che le cose non solo non sono cambiate ma sono quasi peggiorate e gli insegnanti hanno la mia eta’ .. e si lamentavano , ai tempi , proprio di questo ….

          1. Amico mio, ho 23 anni. Quando ho raggiunto l’età della ragione e ho capito come funziona il mondo la scuola l’ho lasciata perdere pure io ( 2 mesi prima del giorno della maturità, per protesta ). Non è stimolante, non ti aiuta a “capire” ma a “sapere”. Viviamo in un mondo fatto di apparenza, nel quale attestiamo qualunque cosa con un pezzo di carta, anche l’amore e la conoscenza. Questo modo di fare può funzionare, certo: tu studi e faccio sapere a tutti e che tue abilità accademiche sono state raffinate nel tempo attraverso un “qualcosa” che attesta ciò, e con quel attestato puoi fare un lavoro utile alla comunità perché hai l’attestato che dice che ne sei capace. Non ho bisogno di dire che purtroppo qualunque pezzo di carta può essere fatto o comprato. Mentre purtroppo la conoscenza e l’abilità no. Poi la gente si lamenta che all’ospedale ci si va a morì. Mah. Quando avrò dei figli, sicuramente insegnerò loro che conta quello che hai in testa, non quello che hai in mano e sicuramente investirò la mia vita nel far girare loro il mondo, perché solo dopo che avranno capito cos’è il mondo, solo dopo che avranno capito quanto fa schifo e quando è bello, capiranno dov’è il loro posto in questo mondo. costringere qualcuno ad intraprendere un percorso convenzionale nel quale l’accumulo è il valore di ogni essere umano, mi sembra di costringere qualcuno ad una prigione di ignoranza. La vita e gli esseri umani sono troppo complessi per chiudersi in una finta sicurezza costruita per garantire dei benefici a pochi. Voglio che, chi verrà dopo di me, capisca cos’è quello che lo circonda, dov’è nato, e dov’è vissuto mentre attende di essere morto.

            Il mio nome è Alonso Rojas. Non ho nessun tipo di cosa che attesta le mie capacità manuali e il mio intelletto, se non le mie capacità manuali e il mio intelletto.

          2. Capitava, a volte, di ritrovarsi alle cene tra vecchi compagni delle superiori. Tra i ricordi di quegli anni, tra finte dimenticanze dei momenti imbarazzanti da parte di alcuni, e acute nostalgie del tempo che fu, da parte di altri.

            “E tu non torneresti volentieri ai tempi della scuola?” mi chiesero una volta.

            “Preferirei tornare analfabeta” fu la mia risposta. “almeno potrei ricostruire con pazienza quello che la scuola ha distrutto”.

            Non sono stato più invitato.
            Non riesco a capacitarmi del perché.

            (Ps: quando dicevo che Namite è finita nella scuola che frequentavo io, intendevo dire che anche la mia era una scuola cattolica. Spero siate riusciti a leggere l’ossimoro.)

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