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l’ape maia che non ricordo

Questo post si trova nella categoria: Genitori, Marmocchie
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45 responses to “l’ape maia che non ricordo

  1. per inciso il brano prosegue così:
    “Maia credette di di svenire, tanto era l’orrore che provava. A lungo non riuscì a spiccicare parola, e intanto era costretta ad udire gli scricchiolii e i cigolii delle mandibole della libellula che facevano a pezzi il corpo blu acciaio di Giovanni Cristoforo.”

    Ho giusto il sospetto che il cartone animato che guardavo fosse stato un filino censurato

    1. Ho il sospetto anche io che fosse mezzo edulcorato e emzza sia stata rimozione.. da bambini si accettano più facilmente queste cose, basta vedere quark voglio dire. Non ho mai pianto per le gazzelle <.<

      Comunque occhio a pinocchio di collodi.. occhio…. rileggilo prima 😀

    2. Non credo sia un problema, certi dettagli truculenti non hanno effetto sui bambini, che ne pensano anche di peggio. No, dico, hai mai visto un bambino giocare con pupazzetti dalle teste o arti mozzati? 🙂

      Comunque, mi hai fatto venire in mente certe strisce di Calvin & Hobbes! 🙂

  2. Caro Paolo, le favole per bambini non sono così “dolci e tenere” in esse c’è tanto del mondo reale Le cosidette favoline per bambini arrivano solo ora tramite la disney… ma i bambini sanno affrontare queste cose, siamo noi che ci sciocchiamo 🙂 Buona lettura (pss lo sapevi che in cenerentola originale lamatrigna e le sorellestra vengono inseguite alla fine dagli cucceliini e dai corvi che le strappano gli occhi?)

    1. E nella Biancaneve originale il principe non salva la principessa con un bacio: la prende in braccio, inciampa e, cadendo, dalla bocca della principessa esce il pezzo di mela avvelenata mangiato. U_U

      1. Io sapevo che la trasportava su un carretto costruito dai nani e, incontrando una buca, il sobbalzo fece sì che il pezzo uscisse dalla gola.

        1. E della matrigna costretta a ballare con scarpe di ferro arroventate fino alla morte (versione Grimm) ne vogliamo parlare?

    2. In realtà anche prima le sorellastre di Cenerentola (sempre nella versione originale) si tagliano pezzi di piedi (una l’alluce e una il tallone) per entrare nella scarpetta e sposare il principino… ed è l’uccellino che vive sul roseto di Cenerentola che avvisa il principe dicendo “c’è del sangue nella scarpina, non è lei la vera sposina”…
      Quando ero piccolo non ci facevo caso, poi l’ho riletta da un po’ più grande e ho pensato “oh mio Dio”

      1. anch’io mi ricordavo di questa cosa!!!!!!! e mi pare un riferimento mica tanto velato al fatto che la sposina debba arrivare intonsa all’altare…. della serie, addestriamole fin da piccole…. 😀 😀 😀

  3. @Paolo: più che censurato, diciamo che il tutto è stato parecchio riadattato per un pubblico di bambini (per volere della tv tedesca più che dei giapponesi). E’ appunto come le trasposizioni Disney di cui accennava prima Athafil: se vai a leggere gli originali dei fratelli Grimm, sono tutto tranne che ovattate e nessuno alla fine vive felice e contento, anzi…

  4. Paolo tutte le storie originali dell’epoca erano spaventose!! Oltre a quelle già citate ti ricordo la sirenetta che finiva malissimo e pure la bella addormentata nel bosco che contemplava una suocera orchessa mangia bambini!!

  5. A dir il vero le fiabe che finiscono sempre male sono quelle di Andersen ( tipo appunto la Sirenetta, ma anche molte altre famose ). Quelle dei fratelli Grimm, che sono moltissime, non sono in toto così drastiche, anche se in effetti spesso contengono qualche descrizione violenta. Bello anche Rodari, le Mille e una Notte, Perrault (i Racconti di Mamma l’Oca sono bellissimi. Sue dovrebbero essere Cenerentola, Barbablu, Pollicino, Il gatto con gli stivali, Cappuccetto rosso, La bella addormentata, ecc …. )

    1. Ma non tutte le fiabe di Andersen finiscono così male… una parte ma non tutte tutte…
      E poi anche quelle dei fratelli Grimm per una parte sono piuttosto violente (vedi Cenerentola e anche altre di cui ora non ricordo i titoli). Non conosco bene invece le versioni delle fiabe che nomini di Perrault (di cui peraltro molte ci sono anche nella versione dei Grimm, dato che le storie che giravano in Germania e in Francia erano piuttosto simili)

      1. Hänsel e Gretel? che cucinano la strega?

        ed in cappuccetto rosso dove il lupo si pappa nonna e bimba ma poi viene squartato per tirarle fuori?

        Erano racconti tetri, narrati ai bambini davanti al focolare, per insegnare sopratutto che certi comportamenti portavano a cattive conseguenze, ma anche che, per quanto una situazione sia brutta, con il ragionamento si riusciva ad uscirne.

        Tanto per capirsi, in “Hänsel e Gretel” l’uso dell’ingegno per uscire dai guai è la morale di fondo, poco importa che il padre abbandoni i due bimbi a morire nel bosco, anzi questi si riscattano uccidendo la strega e portandone le ricchezze al padre.

        In “Cappuccetto Rosso” la morale è quella che i genitori vanno ascoltati, poco importa che di solito l’imprudenza finisca tragicamente.

        Ne “I tre porcellini” c’è la morale che il lavoro fatto bene è fonte di sicurezza, infatti il primo ed il second porcellino vengono ben ben pappati dal lupo.

        Insomma insegnano una morale, anche se in modo forzoso a volte, in modo da far capire ai bambini che un certo comportamento premia, un comportamento errato invece…

        1. In realtà, nel Cappuccetto Rosso di Perrault la bambina prima, su istigazione del lupo travestito, mangia la carne e il sangue della nonna credendo siano bistecca e vino, poi viene mangiata a sua volta e finisce la storia. Il cacciatore salvatore viene dalla più nota versione dei fratelli Grimm.

  6. Paolo… non smetto di ridere ancora vedendo la tua espressione…
    Passa a Rodari, te ne prego… E anche all’Orso PAddington…

  7. Tra l’laltro la scena con la libellula Perla, che si divora il moscone appena conosciuto da Maia, compare anche in un episodio del cartone.
    Maia riesce a fare amicizia anche con lei, nonostante tutto, superando paura e incomprensioni, e poi la vede venire divorata da un pesce… «0___0»

    La prima serie animata era fedelissima ai libri, venne edulcorata solo la seconda (che era in gran parte inventata dalla Nippon Television, senza basarsi sui racconti di Bonsel).
    Difatti la drammatica “Ape Magà” (nelle cui storie moriva sempre almeno un personaggio a puntata) era la risposta della Tatsunoko, al grandissimo successo di Maia, della Nippon.

  8. … mi risulterebbe che praticamente TUTTE le favole originali avevano dettagli “cruenti”, ma non darei tutta la “colpa” a Disney: gli stessi fratelli Grimm (appunto) fecero un bel lavoro di “censura”, espungendo tantissimi di quei dettagli …

    Credo che sia il problema ricorrente di quando si prende una cosa “spontanea” (come erano le fiabe originali, tramandate oralmente) e la si vuole incanalare in qualche modo (già la trascrizione in libro si presenta difficile -e la cosa è sempre più evidente man mano che arriviamo ai libri moderni-, figuriamoci poi il cinema/tv)

    1. le cosidette “favole per bambini” in origine erano racconti per adulti (non c’era la televisione…); i fratelli Grimm le hanno raccolte dai vari paesi e depurate; infine la Disney le ha riadattate per bambini.

      p.s. com’è che ogni volta che eriadan fa una vignetta dà il via ad un forum?
      stà cosà è inquietante e geniale allo stesso tempo… XD

  9. Lo stesso effetto (più o meno) che si prova a guardare prima il SOFT-PINOCCHIO della Disney e a leggere poi il VERO-PINOCCHIO scritto dal buon Collodi… La fatina è a dir poco SADICA… altro che buona!!!
    Saluti MIELOSI!!!!!!!!!!
    :mrgreen:

  10. Quando si è piccoli certe cose hanno un significato tutto diverso… il lupo si MANGIA la nonna e capuccetto rosso e il cacciatore gli TAGLIA la pancia per farle uscire… il bambino mica pensa splatter, noi grandi sì..
    Personalmente credo che sia giusto così: i bambini non devono vivere in una campana di vetro buonista, ma capire che le “cose brutte” ed il dramma fanno parte della vita.

    PS: … ed hai mai provato a ridire a 30 anni la filastrocca delle 3 civette sul comò e che cosa facevano con lafiglia del dottore?? Se non è pazzesco quello…. -_^

  11. Io ho ancora tutti i libri di fiabe che mi leggevano da bambino. Sono una collana di fiabe e favole da tutto il mondo: fiabe tedesche, fiabe arabe, fiabe russe,… nonostante ci fossero dentro anche cose parecchio cruente o spaventose (non so se qualcuno ha mai letto la vera storia di Baba Yaga) devo dire che io non avevo gli incubi e che alla fine la storia mi piaceva.

    Ricorda che le fiabe e le favole sono molto importanti per la crescita di un bambino. Leggine in abbondanza e non esitare a trovarne di nuove ed esotiche. Permettono ai bambini di diventare delle persone migliori e quando cresceranno e migliorano chi le legge ridonando un pò della fantasia perduta negli anni o (nel tuo caso) a dartene di nuova.

  12. Anche quelli Disney danno non pochi spunti per domande “scomode”…. e le risposte creano ulteriori domande “scomode”… c’est la vie e prima o poi la cruda realtà viene fuori… ciaotutti

  13. Vogliamo parlare di traumi cartone -> storia originale? Parliamone.
    Penso che ricorderai il vecchio cartone diretto dal maestro Miyazaki, “Conan, il ragazzo del futuro”…
    Il cartone, per chi non lo ricordasse, era una splendida avventura in un mondo post 3a guerra mondiale, condita con la giusta dose di amicizia.
    Dopo lunghe ricerche sono riuscito a scovare il romanzo originale, “The incredible tide” di Alexander Key… Personalmente non consiglierei la lettura di un simile obbrobrio neppure al mio peggior nemico.
    In soldoni… se dovete leggere l’originale di un cartone ai vostri bimbi… leggetevelo prima di nascosto; se è un trauma per noi adulti… poveri bimbi.

  14. Giusto per restare nel mondo degli insetti, io rammento “Ciondolino” di Vamba (l’autore di Giamburrasca, per chi non se lo ricorda). E’ la storia di un bambino trasportato con l’aspetto di formica nel mondo degli insetti!!!! Quando alcuni mesi fa ho letto “Micro” di Crichton, non l’ho trovato più cruento. Ma è vero, i bambini ci passano sopra facilmente: fa loro più impressione un Bambi inseguito dall’incendio, di uno squartamento degno di Tarantino…

  15. Io ce l’ho il libro dell’Ape Maia ed è scritto in un linguaggio piuttosto arcaico (tenendo conto che l’edizione che ho io è del 1981 potevano svecchiare un po’ di termini), ma apprezzo le storie papali papali così come le apprezzavo da bambina: se mi raccontavano ad esempio che il lupo faceva le carezze all’agnello invece di papparselo io pensavo che il lupo era proprio scemo!
    E’ bene spiegare le cose come stanno ai bambini, anche perchè capiscono quando le cose non sono come dovrebbero essere!
    A proposito dell’Ape Maia , molto meglio il cartone animato degli anni 80 a quello 3d di adesso: è orribile!

  16. Mi schiero a favore di quelli che preferiscono le fiabe nude e crude (anche se Aladino e Pollicino erano dei delinquenti patentati, sempre a prendersela con chi aveva come unica colpa di passarsela meglio di loro)

  17. Beh, le favole devono dare ai bambini gli strumenti per reagire alla realtà, anche da grandi.
    Evitare gli eccessi ok, ma a volte ho l’impressione che oggi si esageri all’opposto creando la buona vecchia campana di vetro: un bambino che non impara a rapportarsi al dolore all’interno del fantastico, come reagirà quando accadrà qualcosa di brutto nella sua vita (e per quanto li si voglia proteggere, prima o poi accade)?

  18. fantastico! ma alla fine le bimbe come hanno reagito alla triste fine del buon giovanni cristoforo? o hai “censurato” anche tu la storia?

  19. Darei un’occhiata anche ai racconti di Roald Dahl (tra gli altri: I Gremlins, La fabbrica di cioccolato, Matilda, Il Grande Gigante Gentile). Per dirne una, la versione della Fabbrica del cioccolato di Tim Burton è parecchio più vicina all’originale di quella che ci hanno propinato per decenni a Natale.
    E concordo: ai bambini le storie truculente piacciono; e fino a una certa età è importante separare nettamente il bene dal male. Cattivi cattivissimi e buoni buonissimi: le vie di mezzo li confondono almeno fino agli 8-10 anni.

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