prigioniero 8

RECENSIONE: “DAMAGE COMICS”

Quello che recensisco oggi non è tanto un singolo fumetto, o non solo, quanto il lavoro di un piccolo gruppo di autori che avevo già avuto modo di vedere di sfuggita a Lucca e che mi erano sembrati interessanti e talentuosi, un gruppo da tenere in considerazione, i DAMAGE COMICS. Sono stato dunque contento di vederli sbarcare qui su Webcomics.it, dove ho avuto finalmente modo di leggere alcuni dei loro fumetti, per la precisione quelli che per il momento hanno condiviso con noi, e cioè Prigioniero 8 e Black Block.

Valutazione? Di certo positiva, altrimenti non saremmo qui. Anzi, devo dire che le mie aspettative sono state per certi versi superate, in particolare dal numero zero di Prigioniero 8, che nell’arco di un’ottantina di pagine fatte di mini o micro storie è riuscito a mettere insieme grazie a un buon numero di autori un insieme di trame che si distinguono per essere prima di tutto interessanti, ma soprattutto molto varie e sempre e assolutamente CHIARE.

Prigioniero 8 racconta la storia di un italiano, assassino di bambine, che dopo 60 anni di prigione torna in libertà…. miracolosamente senza essere invecchiato di un giorno. Il perchè, i misteri legati al suo passato, e i risultati di questa sua scarcerazione, sono gli argomenti delle microstorie che ho appena citato, e che riescono davvero a saltare dal passato al presente del nostro Prigioniero con precisione e disinvoltura davvero ammirevoli. Non è da molti autori, infatti, mettere in piedi storie così complesse, piene di rimandi, di sottotrame e di personaggi… e nello stesso tempo riuscire a far capire ai lettori praticamente TUTTO senza bisogno di spiegoni o senza confusione. Ed è proprio per questo che devo promuovere a primi voti Prigioniero 8: oltre all’interesse generato dal racconto, devo dire che sono rimasto davvero molto colpito in positivo dal modo in cui una trama potenzialmente confusa è stata messa in piedi.
Penso che molto raramente, in questi mesi, mi è capitato di leggere un numero zero così corposo e nello stesso tempo così efficace nel presentare un eroe e il suo setting; per cui non posso che consigliarne la lettura (e l’acquisto!) non solo ai fan delle belle storie, ma anche agli aspiranti autori: in quelle pagine ci sono alcune lezioni da imparare!

Ma anche Black Block – storia per certi versi “classica” di un supereroe che incapace di farsi accettare tra quelli “famosi” e di mettere insieme uno stipendio decide di costruirsi una doppia identità come “supercattivo” rapinatore – ha i suoi motivi di interesse. Per quanto la storia sia una comune trama supereroistica, infatti, il modo in cui essa è stata raccontata, disegnata, e i piccoli spunti originali che vi sono stati inseriti, l’hanno resa immediatamente un prodotto che incuriosisce, intrattiene e diverte, capace a mio parere di rivaleggiare con i comics americani che trattano gli stessi temi.

Il supereroe volante con moglie a seguito, con problemi con la sanità, coi soldi che non bastano, costantemente frustrato dal non riuscire a superare i provini per entrare nel supergruppo più famoso del suo paese, è ben descritto, e le sue vicissitudini ben costruite e capaci di suscitare immediata empatia e curiosità. “che succederà dopo?”, ci si chiede… e per una storia direi che non esiste complimento migliore.

Abbiamo dunque da una parte un racconto d’ambientazione italiana, pieno di misteri e complotti, e dall’altro un fumetto classicamente americano ma per nulla inferiore come qualità e stile. Due fumetti che mi hanno davvero stupito, e che dunque non posso che consigliarvi di leggere. In casi come questi, entrare nella storia è il modo migliore per riconoscerne e apprezzarne le doti.

Potete leggere Black Block andando QUI, e Prigioniero 8 QUI.

Fatelo, e poi ditemi se non avevo ragione.

Io intanto faccio i complimenti agli autori: continuate così.

Cristiano Fighera, aka Le110Pillole

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