“Ladybugs”: la storia vincitrice del Contest Feneon

Il Contest Feneon è da poco terminato, e con grande soddisfazione di noi tutti ha portato numerose storie interessanti, la migliore delle quali – secondo i voti di pubblico e giuria – è stata Ladybugs, scritta da Andrea Leoni e disegnata dal fratello Matteo, e che potete leggere QUI. Anzi: fatelo subito, prima di proseguire.

Come avevo già anticipato nell’articolo di premiazione, Ladybugs ha molti pregi. È una storia semplice ma efficace, con delle premesse chiare e comprensibili; è una storia con un’ambientazione facilmente individuabile, con uno stile piacevole da vedere e adatto al tema; è una storia con un finale completo e a sorpresa che pero racchiude nello stesso tempo un universo di possibilità future; è una storia che affronta un genere che spesso vedo comparire nei fumetti dei giovani autori e che può dare tantissime soddisfazioni se ben usato, cioè la fantascienza; ed infine è una storia che porta con sé un elemento che più di tutti ho trovato valido, cioè un messaggio positivo.

Se è vero infatti che di questi tempi molto spesso dominano – in maniera comica o seria, a volte molto riuscita – temi depressi e più o meno disperati fatti di morte, fallimento, critica sociale, depressione, malattia, omicidi e supereroiche crisi, è altrettanto vero che oggi più che mai c’è bisogno di riscoprire un po’ di positività, e di autori che non parlino sempre di sofferenza e degrado, di inutilità e tristezze, ma che ci ricordino che non tutto è perduto, e che si può essere altrettanto efficaci – e forse anche di più! – offrendo ai lettori un lieto fine.
Certo: nulla vieta che in un eventuale seguito di Ladybugs le macchine usino la coscienza che hanno acquisito per conquistare il mondo; ma in effetti non sarebbe forse quello il colpo di scena più banale e scontato tra tutti i possibili? E non sarebbe sicuramente più bravo un autore che non si fermasse a quell’argomento già letto e riletto ma riuscisse a trovare idee più originali, diverse e non banali?

ladybugs2

Ma riguardo a Ladybugs, nessuno può parlarne nel modo migliore se non i suoi autori; così ho pensato di raggiungerli per porre loro 3 semplici domande:

Da dove nasce Ladybugs?
Matteo: Ci piace raccontare storie di ogni genere, ma abbiamo un profondo affetto per la fantascienza: che sia il romanzo distopico o il semplice film di robottoni non riusciamo a stargli lontani!
Andrea: Avevo da tempo un’idea per una storia fantascientifica che avrei voluto realizzare, la sfida del contest è stato lo stimolo giusto per provare a metterla in pratica, così ho proposto a Matteo di partecipare e il risultato è stato Ladybugs.

Come è stata realizzata la storia?
Andrea: Abbiamo suddiviso il nostro lavoro in alcune fasi: innanzitutto io ho scritto una sceneggiatura che pagina per pagina, vignetta per vignetta, desse l’idea di come sarebbe stata presentata la storia, Insieme poi abbiamo realizzato uno storyboard definitivo che unisse le prospettive di entrambi e, alla fine, Matteo è passato a realizzare le tavole vere e proprie.
Matteo: Per Ladybugs ho voluto provare uno stile diverso rispetto ai nostri altri lavori; pur lavorando in digitale ho cercato di riprodurre acquerelli e pastelli. Ho usato colori più scuri nella parte iniziale cercando di dare un senso di suspance e mistero, con un cambio deciso nella tavola finale che rendesse chiaro il messaggio positivo della vicenda.

Qual’è il messaggio che avete voluto mandare?
Andrea: Prendo molto seriamente le storie che racconto, per me e Matteo sono un’occasione di dialogo con chi ci legge. Ladybugs è un omaggio alla parte che più mi sta a cuore della fantascienza, quella che costringe l’essere umano a guardare nella fredda lente di una macchina, per scoprire una scintilla della sua stessa vita in essa, ma contiene anche la mia personale versione dei fatti, una versione che dice “Forse questa cosa non è poi così terrificante”.
Matteo: Dentro Ladybugs c’è una fiducia positiva verso l’intelligenza artificiale. Per questo volevo un design del robot che non fosse troppo antropomorfo, in modo da stupire il lettore quando la macchina si preoccupa per la vita delle coccinelle. In un qualche modo l’idea di un robot che prova sentimenti mi affascina, perché mi fa pensare che ciò che mi piace dell’essere umano si possa “digitalizzare”.

***

Andrea e Matteo Leoni sono anche i creatori di Newborn, un fumetto che trovate in rete e anche QUI su Webcomics.it. Ma cos’è e di cosa parla Newborn? Sentiamo ancora gli autori…

Andrea e Matteo: Newborn è una graphic novel noir ambientata fra le grigie strade della grande mela, ed è, al momento, il nostro progetto più ambizioso. Si tratta di una storia investigativa, condita da elementi sovrannaturali, dove un improbabile gruppo di “cani sciolti” al servizio di un’organizzazione misteriosa, si ritrova invischiato in una vicenda che porterà i personaggi a mettere in discussione la loro stessa natura. Non siamo professionisti, ma ci piacerebbe diventarlo. Newborn è una storia che ci importa raccontare e nello stesso tempo una palestra per ciò che vorremmo trasformare in un mestiere. Speriamo sempre che i nostri  lettori ci trovino dentro qualcosa di buono.

Lo speriamo anche noi. Nel frattempo ricordiamo che i Leoni Brothers saranno i giurati di uno dei prossimi contest, ad argomento fantascientifico, che apparirà presto o tardi su queste pagine.

Ci rivediamo lì!

Cristiano Fighera, aka Le110Pillole

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