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DAY 695

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Tempo fa, nei miei sogni c’era sempre una voce, ogni volta così uguale, che mi negava la speranza e che mi diceva che non ce l’avrei fatta.
E non starla a sentire era ogni giorno più difficile e mi perdevo la bellezza dei sogni, ed era come camminare in un prato fiorito e ostinarsi a guardare le nuvole scure nel cielo… Molto stupido, non trovate? Ma così siamo fatto noi uomini.
Com’è strano l’animo umano! Anche se sappiamo che può farci male, solo quando tocchiamo il fuoco e ci curiamo le dolorose ustioni sulle mani capiamo il dolore che ci può causare, capiamo il male che ci siamo fatti nel tempo.

Ora, nei miei sogni, c’è sempre quella voce, ogni volta così uguale, che mi nega la speranza e che mi dice che non ce la farò, ma non starla a sentire non è più così difficile grazie alla lezione che ho imparato in questi anni, ed ora i miei sogni mi sono davanti come fiori in un prato che si inchinano al mio passare, come nella “Favola” di Hermann Hesse.
Certo, le nuvole continuano ad esserci ed ogni tanto sono scure e minacciose ma ora so che, come me, la pioggia non è eterna e quindi… perché crucciarmene? Passerà, come tutto quanto, come le cose di cui mi circondo, come le persone che mi sono accanto, come me.

Posso fermare lo scorrere del tempo o la rotazione del mondo? No.
Posso decidere come vivere il mio tempo e fare che sia il migliore che possa mai vivere? Dannazione se sì.

Molti mi prenderanno per pazzo per l’ultima frase che sto per scrivere, ma chi ha vissuto il mio tempo e il mio spazio sa che è una cosa di cui sono convinto.

Grazie, Maestro Carcinoma, per la lezione che mi hai insegnato.

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